Italia

Arriva una grande tempesta, reagire subito con più restrizioni

Gli ultimi dati Iss sono inattesi e sconvolgenti, come un pugno nello stomaco. C’è una corsa disperata tra la nuova variante che avanza e il vaccino che ci protegge: il virus la sta vincendo

Molti di quelli che si lamentano ad alta voce per la chiusura degli impianti sciistici mi ricordano i passeggeri che pretendono di continuare ballare mentre la nave affonda. Qualche giorno fa è stato pubblicato un drammatico comunicato dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Questo comunicato è scritto in un linguaggio tecnico che stempera l’oggettiva drammaticità; tra le righe si legge: una grande tempesta è in arrivo e bisogna allontanarsi a tutta velocità.

È ormai noto e stra-noto che la variante inglese è più contagiosa di circa del 40% rispetto a quella a cui siamo abituati: le misure di contenimento attuali, che sono capaci di mantenere circa costante la circolazione del vecchio virus, sarebbero gravemente inefficaci contro il nuovo virus che raddoppierebbe nel giro di due settimane. Molti studi affermano che questa maggiore contagiosità è anche accompagnata da un aumento dei casi gravi tra gli ammalati, aumento che anch’esso viene stimato intorno al 40%.

Il comunicato dell’ISS fotografa la situazione del 4-5 febbraio: i risultati sono sconvolgenti. La diffusione della variante inglese in Italia è in media il 20% di quella standard con punte del 59% in alcune zone. Questa notizia mi colpisce come un pugno nello stomaco: è un dato per me fortemente inatteso. Molti, me compreso, speravano che la diffusione fosse vicina al qualche percento e che il 20% si sarebbe raggiunto solo tra uno-due mesi, quando una gran parte della popolazione a rischio sarebbe stata vaccinata, o vaccinata a breve. Sfortunatamente non è così.

L’ISS prevede che la nuova variante inglese diventi prevalente nelle prossime settimane. I casi prodotti dalla nuova variante si aggiungeranno a quelli della variante attuale e non li sostituiranno. Se le misure di contenimento rimanessero uguali a quelle attuali, la vecchia variante rimarrebbe circa costante e ci sarebbero tutti i casi aggiuntivi indotti dalla nuova variante. In altri termini, nel giro di poche settimane avremmo un raddoppio dei casi che, unito alla stimata maggiore gravità della malattia, porterebbe il numero dei morti a circa un migliaio al giorno, anche perché la vaccinazione delle persone a rischio sarebbe lontana dall’essere terminata. C’è una corsa disperata tra la nuova variante che avanza e la vaccinazione che ci protegge; il virus la sta vincendo: dobbiamo guadagnare tempo prezioso rallentandolo.

L’ISS dà indicazioni chiarissime: bisogna aumentare le misure di contenimento e non rilassarle. L’obiettivo è riportare velocemente il numero di casi giornalieri al di sotto dei 5000: solo con un’incidenza sufficientemente bassa è possibile fare un tracciamento adeguato, ci spiega l’ISS.

Attualmente i casi giornalieri sono circa 12.000. Dimezzare velocemente il numero di casi è possibile: nello scorso marzo siamo riusciti dimezzarli in un paio settimane, ma con un lockdown molto forte. Il professor Ricciardi, ingiustamente criticato, ci sta solo traducendo in un linguaggio non tecnico le raccomandazioni tecniche dell’ISS. Rispetto all’anno scorso abbiamo una maggiore esperienza; dovremmo essere in grado di trovare misure ugualmente efficaci che abbiano meno impatto sulla nostra vita quotidiana. Dobbiamo però impegnarci per evitare che la situazione ci sfugga senta farci abbindolare dalle sirene dei NoExp (coloro che non credono negli esponenziali).

In questo tragico anno dovremmo avere imparato che aspettare a prendere le misure di contenimento appropriate peggiora la situazione senza salvare economia: più tempo si aspetta, più le misure da prendere diventano pesanti. L’impatto dell’attuale scoperta di migliaia di casi della variante inglese in Italia è simile a quello della scoperta del febbraio scorso di migliaia di casi in Lombardia. Allora le misure appropriate furono prese in ritardo, anche a causa di una campagna orchestrata di sottovalutazione (ci ricordiamo tutti della banale influenza) a cui si accodò una parte della politica. Io sono convinto che questa volta gli interventi di contenimento saranno veloci e appropriati, anche se vedo con grande preoccupazione qualcuno che canta la stessa canzone dell’anno scorso.

Tuttavia non dobbiamo farci prendere dal panico: dobbiamo ricordarci che le scuole sono fondamentali per il nostro futuro: la loro chiusura sarebbe un gravissimo danno, danno che diventerebbe molto più grave nel caso dei bambini più piccoli.

Bisogna assolutamente diminuire i rischi scolastici: è essenziale avere un controllo accuratissimo della situazione epidemica nelle scuole in maniera di poter intervenire con celerità per bloccare la trasmissione scolastica, anche vaccinando in maniera prioritaria gli insegnanti. È fondamentale che siano pubbliche e disponibili centralmente tutte le informazioni sanitarie sui focolai nelle scuole, sui test effettuati. La trasparenza di questi dati è l’unica via possibile per ottenere la fiducia dei genitori e degli operatori scolastici in maniera da poter continuare le attività scolastiche con piena cognizione di causa.

In attesa di un’ampia diffusione del vaccino abbiamo ancora due-tre mesi di forte vulnerabilità. Non dobbiamo abbassare la guardia adesso: ci costerebbe molte vite e diventerebbe sempre più difficile arrivare a una ragionevole quasi normalità per quest’estate.

FONTE:

Fonte
huffingtonpost.it
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