Scienza

Diabete, la dieta dell’orologio può combatterlo: ecco quando e cosa mangiare

Secondo uno studio che arriva dagli USA la dieta dell'orologio può essere utile a combattere i principali fattori di rischio che portano al diabete

Dieta dell’orologio e diabete: per combattere i fattori di rischio e la glicemia alta può essere utile racchiudere tutti i pasti nell’arco di 10 ore. A dirlo uno studio che arriva dalla California – Salute e benessere

Il diabete è una malattia comune a 3,5 milioni di italiani, che sono costretti a seguire un regime alimentare molto rigoroso per gestire la glicemia alta. La dieta dell’orologio potrebbe essere una soluzione per prevenire la malattia riducendone i principali fattori di rischio. Questa è la conclusione a cui è arrivato uno studio realizzato dal Salk Institute di La Jolla, in California, e pubblicato su Cell Metabolism.

La dieta dell’orologio mette in primo piano l’orario dei pasti prima della quantità di calorie assunte. Stando a questo regime alimentare la colazione, pranzo, cena e spuntini vari devono essere consumati  nell’arco di 10 euro per perdere peso velocemente. La colazione quindi deve essere ritardata a 2 ore dopo il risceglio. Per questo studio il team del dottor Satchidananda Panda ha selezionato 19 pazienti affetti da sindrome metabolica. Tale disturbo è caratterizzato da sovrappreso, pressione e colesterolo alti e elevata glicemia a digiuno. Si tratta di fattori che favoriscono l’insorgenza del diabete. Dopo tre mesi di dieta dell’orologio tutti i soggetti hanno perso veloce e in alcuni ridotto anche i fattori di rischio per il diabete.

La dieta dell’orologio permette di stabilizzare i ritmi cicardiani, ovvero come l’organismo reagisce alle ore di luce e buio o sonno e veglia. Questo processo, spiega Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid), ha un “ruolo determinante per il funzionamento di molti sistemi ormonali o nervosi”. Lo studio secondo l’esperto ha portato a risutati “molto interessanti” in quanto la dieta dell’orologio non influisce in modo significativo su cosa si ingerisce e sull’attività fisica che si svolge. I ricercatori intendono quindi realizzare un nuovo studio su 100 pazienti per cercare conferme.

“Adattarsi a mangiare soltanto per 10 ore al giorno è un metodo facile ed efficace per ridurre i sintomi della sindrome metabolica e migliorare la propria salute.  – spiega l’autore principale – Anche soltanto ritardando la malattia di un anno in un milione di persone in fase di pre-diabete si potrebbero risparmiare circa 9,6 miliardi in costi sanitari”.

Fonte
affaritaliani.it
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